sabato 28 marzo 2009

Sbronza con le amiche

Inutile negarlo, quando si beve gli ormoni e i vapori dell’alcol si prendono per mano e raggiungo l’apice del tuo cervello. Cominci a scatenarti in un ballo un po’ più erotico, scivolando su e giù sulle gambe che si schiudono e si aprono mentre l’orlo della gonna longuette raggiunge un’altezza vaginale, il corpo si scioglie in libidinosi pensieri sul barista che dall’inizio della serata ti ammiccava dolcemente, fiumi di parole scorrono tanto velocemente e liberamente da garantirvi di collezionare le migliori figure di merda della vostra vita. Perdete il completo controllo delle vostre azioni e se le amiche non vi tengono d’occhio rischiate di cadere in “fallo” tra le braccia di un eccitante sconosciuto. Nel migliore dei casi raggiungerete il bagno in tempo per liberarvi lo stomaco in totale privacy, nella peggiore delle ipotesi coronerete la serata disgustando tutti con una plateale manifestazione da “volta-stomaco”! Sperando che nessuno vi abbandoni sulla panchina della strada stile Audrey Hepburn in Vacanze Romane, probabilmente il buon cuore delle persone con cui avete passato la serata, completerà l’opera di buona samaritana accompagnandovi a casa tra coltri sicure e medicamentose. Così dopo una caffè potente per riprendervi da quello straziante cerchio alla testa che vi impedisce di pensare e di fare azioni ad una velocità superiore del rallenty, scoprite dalla telefonata della vostra amica che tutto quello che vi è tornato in mente mentre dormivate non era un incubo ma il resoconto di una serata che ha marchiato a fuoco la vostra persona.
C’è poco da fare, solo sane risate con le amiche strappando o nascondendo bene le foto che testimoniano l’accaduto e assicurarsi che una futura e simile disfatta avvenga sempre:
-in presenza di persone di cui fidarsi;
-senza appartarsi con estranei o sconosciuti che approfitterebbero della nostra perdita di autocontrollo;
-evitando di metterci alla guida;
-con il cellulare spento onde evitare di fare telefonate di cui pentirsi a persone(colleghi di lavoro, ex-ragazzi) che con quella serata non centravano davvero nulla;
-con un giaciglio sicuro ove tornare; se dobbiamo tornare a casa dai genitori…forse è meglio chiedere asilo politico ad un’amica!

mercoledì 25 marzo 2009

SESSO TRA ANIME

Un giorno passeggiavo per un viale e voltando lo sguardo tra i tronchi possenti di quegli alberi e quel valzer di foglie autunnali che carezzano i rami,ho intravisto due tumultuosi spiriti in eccitazione. I miei occhi hanno scrutato le forme e i contorni, e lì, dove il sole infuriato
sapeva di non poter far arrivare i suoi raggi, un angelo e una demone si consumavano di passione.
Lui, un soffio di piume con una tunica pura e celestialmente intatta che scendeva lunga dal collo alle caviglie coprendo silenziosamente gli insani e incontrollabili istinti che sporcavano la sua anima e le sue ali. Un verginale rossore si disegnava sulle sue guance mentre con titubanza non riusciva a frenare i timidi gemiti di piacere e le mani che scorrevano su un corpo diverso dal suo, un corpo che era altro da sé.
Lei, così umanamente carnale, vestita di pelle nera con stivali rossi, un fuoco libidinoso che scorreva ferocemente sulla sua pelle mentre assatanata e assetata di perversi desideri, si nutriva e godeva di quel passionale strusciarsi e toccarsi e leccarsi mentre urla di sfrenato piacere si liberavano sulla sua insaziabile bocca.
I due corpi non riuscivano a frenarsi, a controllarsi, a gestirsi; le mani scorrevano ovunque incontrollabilmente assaporando ogni parte del corpo mentre le gambe, infuocate e violente, si intrecciavano, s’aprivano e si chiudevano lasciando passare qualsiasi gesto maledettamente bramato. La bocca angelica si macchiava torbidamente dell’ insoffocabile peccato di leccare quel seno così morbido e caldo mentre quelle indemoniate labbra così ardenti e maliziosamente cattive, scendevano e strappavano a morsi quelle vesti inviolate. L’instancabile e fremente bisogno di struggersi tra quelle dita succhiandosi ansiosamente l’essenza più profonda del godimento.
D’improvviso un raggio di sole, curioso e impertinente è riuscito ad aprirsi un varco tra le fronde illuminando nitidamente i tratti di quei visi: erano loro, le due metà della mia anima, inseparabilmente attanagliate dalla ingestibile voglia di perdersi e confondersi e viversi nel suo essere divina e dannata!

GRAZIE AMICI DI BLOG(e amici in genere)!!!



CARI AMICI di blog e non solo!
Grazie per aver partecipato a questo gioco con me... è stato divertente e istruttivo questo scambio di pensieri! (Il gioco varrà ancora per chi arriverà in ritardo:-)) E' sempre bellissimo poter leggere quello che scrivete(sul mio blog e sui vostri ), è come se avessi la possibilità di sbirciare delicatamente nella vita di ognuno di voi senza pregiudizi e falsità. Le cose più belle di questa blog-amicizia sono la libertà e la sincerità! Un abbraccio e un sorriso a tutti!

Ps.Continuate a scrivere perchè tutti possiamo imparare qualcosa da tutti...nutriamoci l'anima!!!

martedì 24 marzo 2009

AI MIEI CARI AMICI DI BLOG!!!(e amici in genere)


Cari amici,

vi premetto che questa idea è spudoratamente copiata da una blogger (darksecretinside) che l'ha proposta per prima. L'ho apprezzata e l'ho voluta riproporre nel mio blog per la stessa curiosità che ha spinto lei!
In pratica frequentandoci, anche solo attraverso queste finestre virtuali, vi sento vicini nei pensieri e nell'anima, il confronto con voi è un lasciapassare verso la conoscenza dell'animo umano, nelle sue molteplicità! Non so cosa arrivi a voi di quando mi leggete, e in realtà mi piacerebbe scoprirlo. E quindi vorrei che mi lasciaste un commento su come disegnereste la mia personalità... e se volete, ditemelo, e farò la medesima cosa con voi!

lunedì 23 marzo 2009

Il gusto del proibito

Vorrei dirvi che il sesso è solo corpo, ormoni, vibrazioni sulla pelle, ma non è così. La maggior parte della componente sessuale si scatena ferocemente e incontrollabilmente dal nostro cervello.
Le fantasie si dipartono vogliose dal nostro cervello per catturare e infuocare le nostre carni, nascono per stuzzicare l’istintività, la perversione, quella dissacrante curiosità che trasforma il non rispetto delle regole in trasgressione; più la cosa è limitata, pericolosa, immorale, inconsueta, più nella nostra mente si scatena il desiderio di vivere ciò che non dovremmo vivere, possedere chi non dovremmo possedere, violare quello che non dovremmo violare. La cosa che più ci seduce è rompere la quotidianità con l’inusuale e l’inaspettato, qualcosa che nello stupore e nella meraviglia ci faccia commettere gesti per cui dovremmo sentirci rei ingiustificabili, senza possibilità di difesa.
E mentre lavoriamo o studiamo o passeggiamo il nostro sguardo fissa un punto nel vuoto e i nostri pensieri partono verso la terra della perdizione, la nostra anima si sporca sensualmente di insanguinata voluttà mentre sogniamo ad occhi aperti quel passionale delitto di due corpi che audaci si consumano e si bruciano nella penombra della vita.
Così si nutre tra le nostre gambe e i nostri pensieri quel dolce senso di colpa di aver violato il proibito, di aver varcato l’intrigante soglia dell’inaccessibile, di aver bramato e catturato attimi di intimo godimento lontani o ad un soffio da occhi indiscreti e porte semisocchiuse.

Storie

Caro diario,
vorrei dirti che riempirò le prossime righe raccontandoti qualche fatto scandaloso o altamente libidinoso, ma a quanto pare questa volta non sarà così. Voglio raccontarti di una telefonata inaspettata che ho ricevuto: era la mia migliore amica che, dopo i canonici 10 minuti di risate all’inizio dì ogni conversazione, mi ha chiesto di scrivere un post su di lei e sui suoi sentimenti. Ho riflettuto, mi sono guardata attorno e ho iniziato a scrivere. Vorrei dirti che la sua è una malattia rara, una di quelle che capitano ad una persona su milione ma non è così perché, mio caro amico di penna, la mia amica è malata d’amore. E’ difficile metter bocca su queste questioni, basta una nota sbagliata e vien giù l’intero pentagramma, eppure quella che ne vien fuori è una dolce melodia. In realtà quando lei e il suo ragazzo sono insieme litigano e, se potessero, s’ucciderebbero, mentre vecchi rancori tornano a galla distruggendo fragili equilibri basati su fugaci attimi di amore e di felicità. Non ci sono mezzi termini o purgatori…o è il paradiso o è l’inferno e lì, tra altalenanti stati d’animo e malsane metabolizzazioni psicofisiche delle vicissitudini quotidiane, si schiudono e si struggono indomabili schizzi di passione.
Lei, inspiegabilmente annientata e disorientata nel raggiungimento dei suoi obiettivi, mostra una sconcertante e contrastante dipendenza/rigetto nei confronti di lui; lui, teatrale e piazzista, gestisce scaltramente i propri sentimenti tirando le fila di questa meta-storia. Vorrei dirti che si tratta di una punta di Beautiful(anche perché non mancano gli sguardi che durano 3 ore e 4 puntate) ma non è così: si cercano, si rincorrono, si bramano e, quando si trovano, si perdono tra le silenziose lenzuola dell’erotismo puro; poi si destano da questo travolgente sogno, si guardano negli occhi e bastano poche parole per far riaffiorare odi e rancori di errori mai perdonati. Vorrebbero dirsi ti amo, vorrebbero giurarsi amore eterno, ma la paura e l’orgoglio vincono sui sentimenti. Non so se scrutando nel profondo dei loro cuori potrebbero riscoprirsi soffio del vero amore; forse è solo una folata di vento che ricorderanno sorridendo tra qualche anno o forse è una di quelle storie che ti porti dentro in un angolo lacerato delle proprie anime, questo non posso saperlo. Certo è che nella vita ci sono giorni, attimi, anni in cui viviamo emozioni indescrivibili che soggiogano la nostra razionalità e nutrono la nostra perversione, il nostro istinto, la nostra infantile ma meravigliosa capacità di stupirci. Il fato centra davvero poco, ci dona la possibilità di incontrarlo; resta a noi l’ardua decisione di goderlo e fuggire o viverlo anima e corpo per l’eternità(o almeno finche duraJ). L’importante, quale che sia la decisione, è cercare di non farci influenzare dai fattori sbagliati, da quegli impulsi di sconsiderato risentimento che di solito guidano la nostra mente verso l’annichilimento e la solitudine, onde evitare di guardarsi indietro con uno straccio di pentimento nelle mani e una nostalgica lacrima sulla guancia.





Ps.Ho mantenuto la mia promessa!

domenica 22 marzo 2009

Avevo un amico

Un giorno avevo un amico:
la voce dei miei pensieri più silenziosi, il sorriso nel pianto, la parola dolce dopo un pasto amaro, la telefonata di risate in una giornata di pioggia, la birra al pub, il mio pomeriggio di studio allegro e divertente, l’abbraccio puro e innocente di chi si vuole bene, gli infiniti discorsi guardandosi negli occhi senza dire una parola.
Poi è arrivata lei, vestita di insano amore, sesso gelosia e ipocrisia, diabolica mente scaltra e astuta, il fuoco che ha bruciato e consumato qualsiasi prato e qualsiasi fiore potesse sbocciare attorno a lui.
Un giorno avevo il mio amico, poi è arrivata lei e me l’ha portato via.



ps. Un bacio a tutti i miei veri amici!!!