lunedì 19 gennaio 2009

Ma che "cavoli" sono?






Il principe arrivò intrepido, scese dal suo indomito destriero, s’avvicinò alle purpuree labbra di Biancaneve e la baciò. Lei si destò e disse:”Io voglio avere un tranquillo rapporto di cavolo. E tu?”

Ma quindi…, quando due persone si dicono tutto, ma proprio tutto, confidandosi i più intimi pensieri segreti perplessità, vivendosi carnalmente tra le profumate lenzuola della passione, dimostrandosi reciprocamente affetto e stima, perdendosi tra mille parole che irrefrenabilmente si inseguono e si scontrano nella notte… cosa sono? Amici, fidanzati, vicini di casa, parenti lontani, compagni di classe, dirimpettai,…o forse due bei furbetti che hanno capito tutto della vita;-)
Non ci si pongono troppe domande né tanti interrogativi, ognuno è libero (e cito testuali parole dell’accordo) “di fare quel cavolo che gli pare nel rispetto dell’altra persona!”. Quindi? Si fa sesso o si fa l’amore? Si cammina per strada fianco a fianco ma senza tenersi per mano, si usa la parola “storia” ma solo per parlare degli ex e delle ex, si frequentano locali romantici ma senza puntualizzare che si tratta di una cena a lume di candela (noooo, ma che dici? Hanno acceso le candele perché è andata via la corrente!), si passa un sacco di tempo abbracciati con la scusa dei riscaldamenti rotti, ci si rincorre teneramente con telefonate e messaggi (non perché ci sia voglia di sentirsi,non sia mai…c’è solo un bonus di 1300 minuti da consumare!).
Insomma è come quando vai al ristorante all’estero e ordini qualcosa, senza effettivamente sapere cosa, solo perché il nome era musicale quando lo pronunciavi!
Se fossi davanti ad un menù forse non saprei dove collocarlo: non è un primo perché troppo pesante, non è un secondo perché troppo arzigogolato, non è frutta perché troppo semplice, non è il gelato perché troppo freddo,….ehi eccolo, l’ho trovato….è il dolce, uno di quelli così morbidi e soffici in cui affondi la forchetta pian piano sprofondando tra i vari strati del pan di spagna; lo porti alla bocca e senti la crema al cioccolato che si scioglie sulla lingua, quell’intenso sapore che per pochi secondi ti rapisce scivolando in tutta la gola giù fin dentro l’anima. Insomma un incauto delirio di sensazioni in cui ognuno vive il bello e il piacevole di questo volo a pelo d’acqua lasciandosi coccolare dagli spruzzi delle onde senza esserne travolti.

5 commenti:

Bari Blogs ha detto...

Piu che furbetti, direi due geni...Dove si collocano i sette nani in tutta questa storia?

Roberta ha detto...

Risp.Bari Blogs: Ma possibile che non sia ancora chiaro il concetto?!?! Ma secondo te cosa deve fare Biancaneve quando il pincipe va in guerra?

Anonimo ha detto...

ank'io lo voglio il dolce (non il tuo sia kiaro)
ank'io ank'io ank'ioooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!
ti

Roberta ha detto...

Risp. ti: Dai ti non ti preoccupare, conosco i tuoi gusti; poi ti troviamo un bel dolce "di colore"...possibilmente color cioccolato;-)

Anonimo ha detto...

C'è da godere da matti leggendo la descrizione del dolce....MMMMMMMMMM.....vorrei esserci io al posto di quel dessert